L'ardito Giuseppe Mauriello, il percorso della memoria

Questo è un viaggio alla scoperta di una persona tanto vicina eppure così lontana. E’ il percorso della memoria, come scritto nel sottotitolo. E’ una ricerca che avrei dovuto svolgere tanti anni fa, esattamente almeno 27, quando ancora esisteva la fonte che era in grado di raccontare tutti gli avvenimenti di prima mano, prima che morisse il protagonista della storia, mio padre, l’ardito Giuseppe Mauriello....
Autore: Alfonso Mauriello - Genere: Storia
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Data di pubblicazione: 29/08/2012
Numero pagine: 87

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Questo è un viaggio alla scoperta di una persona tanto vicina eppure così lontana. E’ il percorso della memoria, come scritto nel sottotitolo. E’ una ricerca che avrei dovuto svolgere tanti anni fa, esattamente almeno 27, quando ancora esisteva la fonte che era in grado di raccontare tutti gli avvenimenti di prima mano, prima che morisse il protagonista della storia, mio padre, l’ardito Giuseppe Mauriello.

   Se fossi stato curioso prima, quando ancora era in vita, avrei potuto parlarne con lui e avrei potuto sfruttare quella memoria che mi è mancata nella ricerca e che mi mancherà per sempre, lasciando dei periodi sconosciuti della sua vita che non saranno mai colmati. Attraverso i suoi racconti avrei ricevuto una consapevolezza e conoscenza molto più ampia di quel periodo della vita di mio padre oggetto della mia ricerca e, contestualmente, di quel periodo della storia nel quale egli si è visto costretto a spendere la sua giovinezza. La memoria di mio padre, che ha vissuto quella parte cruenta della storia Italiana e Mondiale in prima persona, mi avrebbe permesso di affrontare con più chiarezza la rivisitazione di quegli avvenimenti e di conoscerlo in un’ottica a me sconosciuta, in una cornice di valori che al giorno d’oggi non siamo più portati a valutare appieno e che forse, a fine ricerca, riuscirò a comprendere, ma che allora fecero fare a tante scelte di campo coraggiose e definitive. 

   Dunque, la ricerca che mi accingo a raccontare mi ha incontrato esattamente sabato 25 ottobre 2003 quando, per una serie di coincidenze fortuite, le persone invitate hanno declinato la loro presenza e mi sono quindi trovato la sera a cena al ristorante solo con mia madre. In questa occasione, tra i diversi argomenti di cui abbiamo parlato (non molti in realtà perché, causa il mio carattere introverso, non sono un piacevole e attento conversatore): i figli, i nipoti, le sorelle e il fratello, la famiglia, ecc... l’argomento di discussione scivolò finalmente su mio padre e sul periodo della seconda guerra mondiale.

   Mia madre mi ripeté quello che già sapevo e che era l’icona del periodo di guerra di mio padre: era aggregato in un aeroporto in Sicilia e, dopo l’armistizio dell’Italia dell’8 settembre, divenne un ardito e combatté con gli alleati sul fronte Italiano fino alla liberazione. Aggiunse inoltre che mio padre riferiva che da Ardito svolse un ruolo molto pericoloso, da esploratore per le truppe alleate. Quanto pericoloso, l’ ho capito solo alla fine della ricerca. 

   Un dubbio, che avevo sempre avuto e che avevo relegato in fondo alla mia mente, riguardava il fatto che gli Arditi, per quello che erano le mie conoscenze e che avevo studiato a scuola, erano un corpo legato all’organizzazione fascista. Sapevo che un battaglione di “Arditi” combatté valorosamente durante la prima guerra Mondiale e che in seguito fu uno dei sostenitori del movimento Fascista durante la sua presa del potere. Sapevo anche che contemporaneamente, nell’immediato dopoguerra, in quel crogiolo di passioni e ideali che era l’Italia in quel periodo, nacquero gli Arditi del Popolo, in contrapposizione al neonato partito Fascista. In seguito il Fascismo si riappropriò del termine che divenne una delle caratteristiche del lessico fascista. E’ per questo motivo che gli Arditi venivano da me associati ai corpi militari fascisti ed era questa l’ombra che sentivo riguardo al vero ruolo di mio padre durante la guerra: era quindi stato un fascista?

   Questa volta espressi questo dubbio a mia madre, la quale mi rispose dicendo che allora, dopo l’otto settembre, c’ era in Italia una completa confusione di nomi e ruoli con repentini cambi di alleanze, ma che il battaglione degli Arditi di mio padre combatté a fianco degli alleati contro i Nazisti e Fascisti e contribuì, spesso in prima linea e nel ruolo di esploratore in avanscoperta, alla liberazione dell’Italia.

   Quella sera scattò qualcosa dentro di me e decisi che non era più tempo di accontentarsi di queste poche informazioni, di fare delle ricerche. Decisi di affrontare questo percorso della memoria e verificare, con la migliore precisione possibile, che cosa accadde a mio padre in quel periodo della sua vita, ancora giovanissimo ma già impegnato in una guerra atroce e spaventosa.

   L’ambizione era di riuscire i tracciare il suo iter militare dal punto di vista del suo ruolo, del battaglione nel quale era aggregato e delle località che lo hanno visto combattere. Chissà poi se da tutto questo sarei stato in grado di immaginare il suo stato d’animo, i suoi pensieri, i suoi sentimenti, il perché delle sue scelte.

   Se poi avessi dovuto scoprire che mio padre durante la guerra combatté dalla parte sbagliata, dalla parte fascista, non importa, sarebbe andato bene lo stesso e nulla sarebbe cambiato dei miei sentimenti verso di lui. Fu un periodo, quello del Fascismo in Italia, dalla sua ascesa fino alla sua caduta, in concomitanza con gli avvenimenti della seconda guerra mondiale, pieno di errori, drammi, confusioni; in cui era anche difficile avere l’opportunità di scegliere liberamente il proprio destino. L’Italia era in guerra divisa in due parti, c’ era la guerra civile, i Nazisti, gli Alleati, poche informazioni, insomma un enorme caos, ed era facile sbagliare. Qualsiasi fosse stato il ruolo di mio padre durante la guerra, lui sarebbe rimane mio padre e questo certo non avrebbe fatto cambiare la mia stima e amore per lui.

   La particolarità della mia ricerca e degli appunti che scriverò è che io non ho vissuto in prima persona questi eventi, ma studierò ed analizzerò il percorso militare di mio padre durante la seconda guerra Mondiale basandomi sostanzialmente sui libri e dopo 60 anni dagli avvenimenti che mi accingo a studiare.

Non sono uno storico e parto quindi senza alcuna preparazione precedente (riguardo qualsiasi argomento storico) e non so dove la mia ricerca mi porterà, ma proprio per questo penso di essere in una posizione privilegiata in quanto mi concentrerò sui fatti essenziali, oggettivi, senza l’emotività che invece possiede chi ha partecipato a quegli eventi e senza la necessità di dovere dimostrare qualcosa e confermare o smentire un’idea o un fatto. Sono un estraneo che entra in punta di piedi in fatti avvenuti sessanta anni fa, con l’intento di capire meglio la figura di mio padre, in un periodo importante e doloroso della nostra storia.  

   

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