Il modello economico dei giornali di strada

Che cosa sono i giornali di strada? Si tratta di business sostenibili? E soprattutto, qual è il futuro di queste pubblicazioni? Attraverso un’analisi del panorama italiano e inglese, questo saggio indaga il modello economico dei giornali di strada...
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Data di pubblicazione: 07/07/2016
Numero pagine: 171
Codice EAN/ISBN PDF: 978-88-98383-28-3

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Che cosa sono i giornali di strada? Si tratta di business sostenibili? E soprattutto, qual è il futuro di queste pubblicazioni? Attraverso un’analisi del panorama italiano e inglese, questo saggio indaga il modello economico dei giornali di strada, mettendo in luce quali sono le principali entrate e voci di spesa, le caratteristiche organizzative e la profittabilità di queste particolari imprese sociali.

Partendo dall’origine degli street papers nei primi anni Novanta, prima negli Stati Uniti poi in Europa, si analizza la loro evoluzione fino ai giorni nostri, con un focus specifico sull’Italia e sulla Gran Bretagna. Questi due Paesi presentano infatti un contesto particolarmente interessante: a Londra ha sede il giornale di strada più diffuso del mondo, The Big Issue, mentre in Italia sono presenti ben otto testate, un numero molto elevato rispetto agli altri stati europei.

Studiando le principali voci di ricavo e spesa, l’autrice teorizza l’esistenza di due diversi modelli economici, uno più basato sulle entrate ricavate dalla vendita diretta, dagli abbonamenti e dalla pubblicità, l’altro più focalizzato sui ricavi ottenuti da donazioni private e attività di autofinanziamento. Nonostante queste due differenti impostazioni, comunque quasi tutti i giornali di strada ad oggi faticano a raggiungere il pareggio di bilancio e presentano problemi di sostenibilità economica.

Quali strategie utilizzano allora per sopravvivere in un mercato dell’informazione sempre più competitivo? Alcuni cercano di aumentare le vendite trattando temi più appetibili al grande pubblico, per massimizzare il profitto e portare maggiori guadagni ai diffusori senzatetto, altri puntano sui contenuti e continuano ad affrontare tematiche sociali, per sensibilizzare maggiormente i cittadini sulla questione dei senza dimora. Quale dei due orientamenti è vincente? Il dilemma resta aperto.

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