Vite al bivio

In ognuna delle storie, i protagonisti sono presi da un prepotente sentimento di inquietudine che li spinge nel corso delle vicende a trasformare le loro esistenze in qualcosa di diverso anche se non sempre positivo...
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Data di pubblicazione: 22/03/2016
Numero pagine: 124

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Dopo essere stata inaugurata lo scorso anno, la collana Gli Autori del Salotto Aggazzotti, nata dalla mia collaborazione con Ebook Editore, giunge ora alla sua seconda pubblicazione. Un evento importante che conferma come il corso di scrittura creativa, di cui ho il piacere di essere docente e coordinatore, sia sempre più un punto di riferimento per quanti, non solo a Modena, abbiano la passione e il desiderio di cimentarsi con la complessa arte della letteratura. A differenza della prima raccolta, Illusioni, che ha visto in opera gli autori Christian Bandieri e Barbara Motti, l'attuale Vite al Bivio è il frutto di tre nuovi nomi: Marisa Piccioli, Elena Gherardi e Davide Tremazzi. Penne, le loro, molto diverse l'una dall'altra, ma che riportano tutte ad unico punto, o meglio alle decisioni che il destino in alcuni momenti ci pone. Casuale non è stata perciò la scelta del titolo. In ognuna delle storie, i protagonisti sono infatti presi da un prepotente sentimento di inquietudine che li spinge nel corso delle vicende a trasformare le loro esistenze in qualcosa di diverso anche se non sempre positivo. Ma andiamo con ordine.  Nel primo racconto, Viaggio in Tanzania, Marisa Piccioli narra di Alice, un'impiegata comunale che, stanca di un monotono tran tran quotidiano, matura l'idea di dare alla propria vita un significato più profondo partendo con una missione umanitaria per l'Africa, tanto intensa da scoprire valori profondi. Nel secondo, La Gabbia, Elena Gherardi, descrive Giada, giovane viziata da una mentalità consumista, che cercando l'amore in un coetaneo borghese, trova invece la strada per riappropriarsi realmente di se stessa, di costruire pezzo dopo pezzo il suo futuro e di liberarsi definitivamente di una identità che non le è più propria. Nel terzo, ed ultimo, Radiografia di un'anima, Davide Tremazzi racconta in prima persona il dibattito interiore di un uomo in crisi di coscienza e in preda ad un amore ormai perso in cui ha profuso, tragicamente, ogni energia. Per lui, diversamente da Alice e Giada, non si prospetta alcuna resurrezione pur rimanendo, ugualmente, inchiodato in un drammatico bivio: quello tra una esistenza priva di senso e, forse, un inevitabile suicidio. Tre storie, quindi, piene di significato e che ci spingono a riflettere sull'importanza di essere consapevolmente presenti al proprio cammino per raggiungere quella saggezza in grado di donarci l'autentico spessore della nostra dimensione umana. Sperando, infine, di vedervi presto al Salotto Aggazzotti con i vostri racconti, scritti ancora in una fertile fantasia, vi  auguro pertanto la migliore delle letture. Perché, e lo credo davvero, così sarà.

Cesare Carbonieri

 

La collaborazione con Cesare Carbonieri ...

 

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